Olio Extra Vergine di Oliva del Montalbano

Dopo il riconoscimento da parte della Regione Toscana della Strada dell'Olio e del vino del Montalbano Le Colline di Leonardo, nasce l'olio extra vergine di oliva del Montalbano, che identifica un altro prodotto principe insieme al vino Chianti Montalbano DOCG del massiccio collinare del Montalbano.

Viene prodotto nei Comuni delle Province di Pistoia, Prato e Firenze: Capraia e Limite, Carmignano, Cerreto Guidi, Fucecchio, Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Poggio a Caiano, Pistoia, Quarrata, Serravalle Pistoiese e Vinci.

Si tratta di un olio di tipo fruttato medio, con fragranze erbacee e sapore equilibrato fra amaro moderato e piccante, presenta anche alcune variazioni di gusto legate alle diverse esperienze ed orientamenti dei vari produttori sempre sullo sfondo di una costante qualitativa decisamente marcata.

Olio Extra Vergine di Oliva Colline di Firenze

L' Olio Extravergine di Oliva delle colline di Firenze viene prodotto nelle province di Firenze, in particolare nei comuni di Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Deliberino Val d'Elsa, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Compi Bisenzio, Cantagallo, Castelfiorentino, Certaldo, Dicomano, Empoli, Fiesole, Figline Valdarno, Firenze, Firenzuola, Fucecchio, Gambassi Terme, Greve in Chianti, Impruneta, Incisa Val d'Arno, Lastra a Signa, Londa, Marradi, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montemurlo, Montespertoli, Palazzuolo sul Senio, Pelago, Pontassieve, Prato, Reggello, Rignano sull'Arno, Rufina, San Casciano Val di Pesa, San Godendo, San Piero a Sieve, Scandicci, Scarperia, Sesto Fiorentino, Signa, Tavarnelle Val di Pesa, Vaglia, Vaiano, Vernio, Vicchio.

Insomma nel cuore verde della Toscana, dove vino ed olio sono i prodotti principi della terra ed i re della cucina tradizionale.

Grazie alle caratteristiche climatiche, all'esposizione dei terreni e alle tecniche produttive utilizzate, l'Olio Extravergine di Oliva delle colline di Firenze vanta un'acidità inferiore allo 0,50%, un aroma fruttato, un gusto leggermente amaro e colore da verde a giallo oro.

L'olio extra vergine di oliva nella Valdelsa in Toscana

Se il vino è il re dei prodotti della Toscana, l'olio d'oliva può essere definito il principe. In Toscana, l'olio di oliva è un prodotto tipico che ha origini antichissime, in quanto venne introdotto nel VII secolo, a seguito dei contatti con la Grecia.
Fu nel corso del medioevo che in Toscana, a partire dai territori di Lucca, Firenze e Siena, si ebbe la maggiore diffusione della pianta dell'olivo dando vita ad una successiva commercializzazione favorita dalle importanti vie di comunicazione fluviali e terrestri che attraversavano la Valdelsa e la Toscana .

La coltivazione dell'olivo – così come la coltivazione della vite – ha senza dubbio caratterizzato così profondamente il territorio sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista paesaggistico. Le colline e le campagne della Toscana sono disegnate dai filari delle vigne e punteggiate dagli alberi di olive. Tanto che questo straordinario paesaggio rende la Toscana famosa in tutto il mondo.

In Toscana, secondo una tradizione tramandata di generazione in generazione, l'olio extravergine di oliva è forse il principale elemento della cucina toscana e della valdesa, ed elemento indispensabile per i patti della tradizione dai più semplici ai più ricercati.
Prodotto dalla miscela di alcune varietà di olivo (Moraiolo, Leccino, Frantoio, ecc), l'olio extravergine di Oliva possiede un colore che varia dal giallo oro al verde ha un sapore leggermente piccante e un aroma unico e inconfondibile.

Come nella più antica tradizione contadina, la raccolta delle olive viene fatta a mano col metodo della "brucatura", direttamente sulla pianta. Oggi, il metodo è sostanzialmente invariato, anche se la raccolta avviene con l'ausilio di macchinari che scuotono delicatamente la pianta provocando la caduta dell'oliva senza danneggiarla.

La frangitura avviene nei frantoi col metodo "a freddo", igienicamente e qualitativamente controllato, per garantire la massima qualità.

Oggi in Toscana e in Valdelsa, si possono trovare molte aziende agricole che producono un ottimo olio extra vergine di oliva seguendo un disciplinare ed un piano di controllo, che danno conto dell'area di provenienza, il misto di coltivazioni, la tecnica di raccolta, quella di lavorazione, i requisiti chimici ed organolettici, i risultati d'assaggio, la conservazione, l'imbottigliamento e l'etichettatura. Questi processi di lavorazione così accurati garantiscono un risultato ad altissima qualità.

In tutta la Valdelsa, soprattutto durante la stagione della raccolta e della frangitura delle olive nel mese di Novembre, la passione per questi prodotti è celebrata in numerose feste e sagre in cui si possono degustare i vari tipi di olio prodotti anche in altre zone della Toscana. Non perdetevi l'opportunità di degustare l'olio appena uscito dal frantoio apprezzandone il colore ed il gusto unico su crostini di pane toscano senza sale.

Se avete intenzione di trascorrere una vacanza in Toscana, soffermatevi in un frantoio o in una delle tante aziende agricole presenti nel territorio della Valdelsa magari percorrendo una delle strade del vino, per degustare le varie tipologie di Olio extravergine di Oliva, sulla "bruschetta" di pane toscano accompagnata da un ottimo vino.

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Le strade dell'olio e del vino
Percorrere le “Strade del Vino” in Toscana significa non soltanto fare una piacevole passeggiata ammirando il caratteristico e stupendo paesaggio della campagna e sostando nelle aziende agricole per assaggiare vini pregiati e ottimi oli di oliva, ma anche viaggiare alla scoperta di piccoli e grandi tesori, artistici e naturali, visitando antichi castelli, fattorie, borghi medievali ed antiche pievi ed ammirare il caratteristico paesaggio che ha reso famosa la Toscana in tutto il mondos.
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L'olio di Oliva, tra storia e tradizione
L'olivo selvatico ha tracce preistoriche locali, ma l'olio, diversamente dal vino, è stato introdotto in Toscana da fuori, intorno alla metà del VII secolo a.C. ed essenzialmente per via dei contatti con la Grecia, che già lo usava per l'unzione degli atleti, e a scopo sacro, ma ancora poco in cucina.
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La Coltivazione dell'olivo in Toscana
La posizione geografica della Toscana, insieme alla Liguria, alle parti più settentrionali dell'Umbria e delle Marche e alle zone costiere dei maggiori laghi del Nord Italia, si trova al limite estremo della zona climatica adatta alla coltivazione della pianta di olivo.
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La coltivazione della pianta di olivo nella Valdelsa in Toscana

La posizione geografica della Toscana, come quella della Liguria, ma anche le parti più settentrionali dell'Umbria e delle Marche, e la zona costiera dei maggiori laghi del Nord Italia, possono essere definite il limite estremo della zona climatica adatta alla coltivazione della pianta di olivo.

Questa posizione geografica implica una difficoltosa maturazione dell'oliva, poiché la pianta, in inverno, è anche soggetta a pericolose gelate (devastanti quelle del 1709 e, in epoca recente, del 1907, 1929, 1956 e 1985) e questo, in passato, fu interpretato come un serio limite per lo sviluppo di una produzione orientata alla massa.

Tuttavia, col tempo fu chiaro l'enorme vantaggio qualitativo che ciò conferiva al prodotto.

Le varietà di olivo maggiormente diffuse in Toscana e sulle colline della Valdelsa sono Moraiolo, Leccino, Gramignolo, Frantoio, Trantolo, Pendolino e Maurino, mentre sulle colline del Montalbano è abbastanza presente la varietà dell'olivo Mignolo.

Il differente stadio di maturazione di questa miscela variegata di olive conferisce all'olio un colore verde intenso e un aroma unico lievemente piccante, che insieme ad una bassa acidità sono le caratteristiche ed il gusto unico dell'olio extravergine di oliva prodotto in Toscana che si declina in numerose varianti locali

Ogni pianta di olivo ha una sua particolarità: il Leccino è quello di prima maturazione, seguito a tardo novembre dal Moraiolo, mentre ancora la maggior parte delle olive di Trantolo mantengono un colore verde intenso.Il sapore fruttato viene dal Frantoio, gli aromi principalmente dal Moraiolo e le vitamine soprattutto dal Leccino.

Le coltivazioni moderne si basano essenzialmente su impianti specializzati ed hanno sostituito le coltivazioni miste qualitativamente meno controllabili e legato alla storia ed al paesaggio del mondo della mezzadria in Toscana dal 1500 fino alla prima metà del 1900.

Tradizionalmente la raccolta avviene col metodo della "brucatura", che consiste della raccolta a mano delle olive facendole cadere su appositi teli posti ai piedi della pianta di olivo. Negli ultimi anni sono stati fatti progressi veramente consistenti nel perfezionamento di macchine adatte a raccogliere e a trattare l'oliva delicatamente.

Negli ultimi anni oltre ad essersi raffinata la tecnica si è sviluppata la ricerca tanto che sono stati fatti anche importanti passi avanti nelle tecniche contro i parassiti come la Mosca Olearia sostituendo i trattamenti chimici con quelli completamente biologici, che non intaccano la qualità naturale del prodotto finale.

Dopo la raccolta, le olive vengono portate al frantoio, un centro di lavorazione dove si estrae l'olio esclusivamente con mezzi fisici – con spremitura "a freddo" - e senza interventi chimici. Da questo passaggio chiave della produzione deriva l'espressione diffusa in Toscana e nella Valdelsa di "olio di Frantoio".

Oggi il frantoio centralizzato, altamente meccanizzato ma operante con processi a freddo, è un luogo igienicamente e qualitativamente controllato, ha quasi interamente sostituito i mille piccoli impianti fino a ieri annessi a ciascuna fattoria (oggi, parte di essi è conservata più come elemento d'immagine e di reperto storico tradizionale).

Molte aziende agricole produttrici di olio si distinguono apponendo il proprio marchio all'olio prodotto per garantire ai consumatori finali un prodotto di qualità. Addirittura alcuni oli possono fregiarsi della denominazione di origine protetta (DOP) e di indicazione geografica protetta (IGP)

Tra gli oli extra vergine di oliva DOP e IGP che si possono trovare in Toscana si ricorda l' olio extra vergine di oliva Colline di Firenze e l'olio extra vergine di oliva Montalbano.

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Le strade dell'olio e del vino
Percorrere le “Strade del Vino” in Toscana significa non soltanto fare una piacevole passeggiata ammirando il caratteristico e stupendo paesaggio della campagna e sostando nelle aziende agricole per assaggiare vini pregiati e ottimi oli di oliva, ma anche viaggiare alla scoperta di piccoli e grandi tesori, artistici e naturali, visitando antichi castelli, fattorie, borghi medievali ed antiche pievi ed ammirare il caratteristico paesaggio che ha reso famosa la Toscana in tutto il mondos.
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L'olio di Oliva, tra storia e tradizione
L'olivo selvatico ha tracce preistoriche locali, ma l'olio, diversamente dal vino, è stato introdotto in Toscana da fuori, intorno alla metà del VII secolo a.C. ed essenzialmente per via dei contatti con la Grecia, che già lo usava per l'unzione degli atleti, e a scopo sacro, ma ancora poco in cucina.
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Storia dell'olio extra vergine di oliva nella Valdelsa in Toscana

Le origini dell'olivo selvatico risalgono all'era preistorica, ma l'olio, diversamente dal vino, è stato portato in Toscana, intorno alla metà del VII secolo a.C., probabilmente dalla Grecia dove già era usato per l'unzione degli atleti,ed a scopo sacro, ma ancora poco in cucina.

Poco usato anche dagli Etruschi, l'olio di oliva iniziò a diffondersi per merito dei Romani, i quali, oltre ad apprezzare le qualità mediche e salutari dell'olio dettero vita ad una vera e propria commercializzazione e regolamentazione fino a farlo diventare uno dei prodotti principali della zona mediterranea.

La produzione e la diffusione dell'olio si sviluppo nel medioevo. A partire dai territori vicino a Lucca e poi tra Firenze e Siena, si ebbe un significativo incremento della coltivazione dell'olivo stimolata e protetta da diverse norme contenute negli statuti delle città e delle comunità della campagna.

I comuni della valdesa, emanarono norme per garantire e proteggere la qualità dell'olio, dando così vita, nei secoli successivi, ad innumerevoli conflitti, fra proprietari terrieri e mezzadri, nei cui poderi l'olivo era coltivato .

A causa della particolare lavorazione l'olio d'oliva, fino al XVI secolo,veniva consumato prevalentemente dalle classi sociali più elevate, mentre in seguito si diffuse anche tra quelle più povere oltre ad essere utilizzato maggiormente in cucina per la preparazione anche dei poatti più semplici come minestre e zuppe.

La coltivazione dell'olivo fece un ulteriore passo avanti nel 1800, grazie agli studi agricoli promossi dall'Accademia Fiorentina dei Georgofili. Grazie a tali studi vennero messi a punto gli accorgimenti e nuove tecniche di coltivazione, per intervenire anche, per quanto possibile, sulle rese quantitative conferendo un enorme vantaggio qualitativo al prodotto ma anche alla sua difussione.

Nel ‘900 la diffusione e la produzione dell'olio raggiunsero un livello molto alto. In particolare dopo la seconda guerra mondiale, vennero riconosciute le straordinarie virtù mediche dell'olio di oliva, specie al confronto con gli oli di semi e, più ancora, dei grassi animali, contribuendo al crescente gradimento.

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Le strade dell'olio e del vino
Percorrere le “Strade del Vino” in Toscana significa non soltanto fare una piacevole passeggiata ammirando il caratteristico e stupendo paesaggio della campagna e sostando nelle aziende agricole per assaggiare vini pregiati e ottimi oli di oliva, ma anche viaggiare alla scoperta di piccoli e grandi tesori, artistici e naturali, visitando antichi castelli, fattorie, borghi medievali ed antiche pievi ed ammirare il caratteristico paesaggio che ha reso famosa la Toscana in tutto il mondos.
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La Coltivazione dell'olivo in Toscana
La posizione geografica della Toscana, insieme alla Liguria, alle parti più settentrionali dell'Umbria e delle Marche e alle zone costiere dei maggiori laghi del Nord Italia, si trova al limite estremo della zona climatica adatta alla coltivazione della pianta di olivo.
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