Chiesa di Santa Maria a Sammontana

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Chiesa di Santa Maria a Sammontana
Poco distante da Montelupo, in località Sammontana, si trova la Chiesa di Santa Maria a Sammontana. I primi documenti della Chiesa, relativi al testamento della contessa Beatrice di Capraia, risalgono al 1279 atti in cui viene descritta come prioria.

Dopo essere stata sotto la tutela della famiglia dei Frescobaldi, una delle più antiche e nobili famiglie della Toscana, venne concessa nel 1460 ai canonici della Chiesa fiorentina di San Lorenzo.

Il suo interno a tre navate si presenta senza gli arredi che vennero tolti durante le ristrutturazioni avvenute alla fine del 1800. Un ulteriore restauro avvenuto nel 1939 ha restituito alla Chiesa l'antico aspetto romanico.

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Chiesa di Santa Maria a Samminiatello

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Chiesa di Santa Maria a Samminiatello
La Chiesa di Santa Maria a Samminiatello è situata nei pressi dell'antico borgo di Samminiatello lungo le sponde del fiume Arno in direzione di Firenze.

La Chiesa deriva da un oratorio dedicato a San Miniato (da qui il diminutivo Samminiatello date le modeste proporzioni del borgo) ed è citata in un documento del 1079 a seguito di una donazione del Vescovo fiorentino Ildebrando al convento di San Miniato.

Nel 1445 la Chiesa di Santa Maria a Samminiatello passò alle monache di San Giorgio di Capraia e venne unificata alla vicina Chiesetta di San Lorenzo a Cacciacane, mentre il patronato della parrocchia passò alle famiglie Toscane dei Bisticci ed in seguito ai Corradini che lo conservarono fino al secolo scorso

Negli anni '30 del 1900, la Chiesa venne ristrutturata egli arredi trasferiti nell'adiacente Oratorio della Natività della Madonna. L'Oratorio della Natività della Madonna è situato sul fianco sinistro della Chiesa di Santa Maria a Samminiatello. Venne edificato nel 1584 e ristrutturato nei primi del 1700. Al suo interno si può ammirare un Crocifisso in legno policromo del 1600 alla cui base si trova una tavoletta su cui è raffigurata "L'ultima Cena" risalente alla fine del 1500.

Al suo interno a navata unica sono custodite alcune opere d'arte di notevole interesse, tra cui spicca la "Trinità adorata dai santi Sebastiano, Nicola di Bari, Barbara e Rocco", attribuita a Pier Francesco Foschi, raffinato pittore della seconda generazione dei manieristi, come attestano le eleganti figure e i colori cangianti delle vesti.

Degno di nota è una pala raffigurante, "La Natività della Madonna" eseguita nel 1598 da Giovanni Rigetti, fratello del più noto architetto Matteo.

Chiesa di Santa Maria a Pulica

A pochi chilometri da Montelupo, si trova la Chiesa di Santa Maria a Pulica isolata sulla sommità di un poggio e risalente al 1286.

Nel corso dei secoli la Chiesa di Santa Maria a Pulica appartenne a diverse famiglie nobili della Toscana. Fu dei signori di Montespertoli dal 1392, ai quali succedettero i Machiavelli, e dal 1492 i Frescobaldi fino al 1787 anno in cui passò definitivamente alla Curia Arcivescovile.

La Chiesa, rappresenta un esempio di architettura romanica in Toscana con influenze di architettura padano-lombarda, presenta al suo interno a forma di croce greca e custodisce delle terrecotte policrome raffiguranti i "Santi Antonio Abate e Pietro Igneo" opere attribuite alla scuola del Della Robbia.