
Il tradizionale fiasco da vinoIn Toscana , secondo alcune testimonianze figurative fanno risalire la nascita del fiasco alla metà del XIV secolo, epoca in cui il contenitore in vetro risultava avere diverse misure ed era intrecciato con erba palustre, comunemente chiamata sala. Il fiasco è appunto legato alla tradizione locale del vino e del vetro, è nello stesso momento nobile e popolare, associato a momenti di festa e alle osterie. Tra il XIX e il XX secolo, sotto la spinta della crescente produzione agricola – grazie alle innovazioni introdotte al tempo da uomini come Cosimo Ridolfi e Francesco Chiarenti – si sviluppò una vasta produzione di contenitori per i prodotti delle campagne come il "fiasco da vino", la "damigiana" e la "misura", oltre ad altri oggetti solitamente di colore verde, prodotti dall'inesauribile creatività dei maestri vetrai e bicchierai. In Toscana la produzione del fiasco, comunemente chiamato "Toscanello" o "uso Chianti", era concentrata tra Empoli e Montelupo, aree in cui esisteva una fiorente industria del vetro. Il fiasco, tradizionalmente adoperato per imbottigliare il vino da tavola, col tempo ha lasciato spazio alla bottiglia bordolese, più economica e facile da trasportare, senza tuttavia rinunciare al vetro verde alla qualità del vino genuino che a Empoli, così come un tutta la Toscana viene prodotto. ![]()
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