
La Via Francigena e le influenze sulla cucina ToscanaRipercorrere gli antichi tracciati della Via Francigena può costituire l'occasione per un piacevole viaggio attraverso la cucina toscana alla scoperta delle sue origini medievali. I visitatori, avranno modo di conoscere i piatti e le specialità gastronomiche che i viandanti e pellegrini diretti a Roma degustavano durante la sosta in Toscana nei tanti ospitali e osterie che incontravano lungo la Via Francigena. I boschi rappresentavano anche l'habitat naturale per l'allevamento brado dei maiali, normalmente praticato nel periodo medievale. Ecco quindi le origini dei salumi toscani e di tutte le specialità a base di maiale o di “cinta senese” che rappresentano oggi il vanto della cucina valdelsana. Il dolce profilo collinare della Valdelsa che accompagnava i viaggiatori lungo i tre tracciati della Via Francigena si distingueva anche per gli ottimi e copiosi frutti della sua ricca agricoltura. In particolare i vigneti da cui veniva prodotto un ottimo vino e che oggi possiamo degustare nelle varianti del Chianti Montespertoli, Chianti Montalbano e Chianti Colli Fiorentini o di altri eccellenti vini DOC. Già nel periodo medievale nella cucina della Valdelsa venivano utilizzati alcuni prodotti di pregio come lo zafferano coltivato nel fondovalle e sulle colline circostanti. Lo zafferano era un prodotto importantissimo e pregiato al punto che veniva usato come sostitutivo del denaro in alcuni scambi commerciali. Le aree lungo il fiume Elsa, più grasse e umide erano il regno delle cipolle. Le Cipolle di Certaldo, famose in tutta la Toscana, erano l'ingrediente principale per zuppe e insalate, al punto di essere citate dal Boccaccia nella novella di "Frà Cipolla" e rappresentate nello stemma del comune di Certaldo. Castelfiorentino era già noto per la Trippa, che si diceva, tra le più gustose di tutta la Toscana. Anche la produzione e il commercio dei formaggi si sviluppò lungo la Via Francigena, oltre agli ottimi pecorini, sipoteva già assaggiare il Marzolino di Lucardo della cui bontà rimase colpito l'imperatore Arrigo VII. Il fiume Elsa, il fiume Arno e il Padule di Fucecchio erano abbondanti bacini per la pesca del pesce di acqua dolce, pertanto era probabile che la cucina locale si caratterizzasse per piatti a base di pesce o di selvaggina della palude che oggi, a causa dell'insediamento industriale non è più abbondante e genuino come una volta. Fin dal periodo mediavale, lungo aree umide del fondovalle e quelle al confine con i boschi, si potevano trovare i pregiati tartufi che ancora oggi sono i protagonisti dei migliori piatti della cucina toscana. ![]()
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