
I maestri ceramisti e vasai di MontelupoGrazie agli esperti maestri ceramisti e vasai che con la loro abilità realizzarono opere che ancora oggi è possibile ammirare in molte ville e chiese sparse in tutta la Toscana, la lavorazione della ceramiche ha reso famosa Montelupo. I maestri ceramisti utilizzavano come materia prima per le loro creazioni, l'argilla, raccolta lungo le sponde del fiume Arno; la separavano e la depuravano decantandola nell'acqua. Alimentavano le fornaci, con il fuoco prodotto dalle quantità di legname che trovavano nelle vicinanze e nei boschi alle pendici del Montalbano. Le cotture, una prima per il "biscotto" (la ceramica grezza), e una seconda per la maiolica venivano fatte raramente, perché prima bisognava riempire tutto il forno per non consumare inutilmente il fuoco e il combustibile. Il maestro del forno controllava attentamente la temperatura da cui dipendeva la tonalità e la purezza dei colori delle ceramiche. Gli impasti delle argille, così come le ricette dei colori e degli smalti erano dei veri e propri segreti che custodivano i maestri ceramisti e le loro famiglie. Creare un colore significava raccogliere elementi minerali, vegetali e animali, trattarli e sperimentarli. Ad esempio, dipingendo una ceramica con il pigmento bruno esce dal forno di colore azzurro, dal pigmento rosso si ottiene il verde. La metà del XVI secolo segna l'inizio di una grande crisi, che unita alla carestia e alla peste del 1630 decimerà il numero dei maestri ceramisti. ![]()
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